DARIO RICCOBONO / Addio pizzo

Nella notte tra il 28 e il 29 giugno 2004, a Palermo, ha inizio la rivoluzione culturale di Addiopizzo. Un gruppo di giovani che si ribellano alla “regola mafiosa” che “per tradizione” chiede, a chiunque si prepari ad avviare un’attività economica, di “mettere in conto” una voce di spesa in più: “il pizzo”.e la mafia aveva distrutto.

Il “pizzo”: un tributo a favore della mafia, quasi una tassa, tra le tante legittimamente previste, o meglio, una “polizza assicurativa” contro gli “imprevisti” che sarebbero sopraggiunti se non ci si metteva “in regola”.

 

 

Non ci stanno i giovani di Palermo e, in quella notte di fine giugno, tappezzano le strade della città di adesivi con su scritto: “un intero popolo che paga il pizzo, è un popolo senza dignità”. Un messaggio semplice, ma dirompente in una terra che vive di simboli.