NICOLETTA POLIFRONI / Tre storie per una sola persone

Si tratta di Nicoletta, oggi magistrato del Tribunale di Bologna, figlia di Antonino Polifroni, onesto imprenditore, ucciso dalla ‘ndrangheta di Gioia Tauro nel settembre 1996. La prima delle tre storie comincia qui, con Nicoletta che vive e cresce, nel lutto e nel silenzio, fino a quando, conseguita la maturità, lascia la Calabria.

Bologna, facoltà di Giurisprudenza, è il luogo dove si svolge la seconda storia.

Studia con serietà e determinazione, tesse nuovi rapporti con amici e colleghi, ma nessuno “sa” della sua dolorosa esperienza.

Non è ancora pronta a “disperdere le macerie” del ricordo.

 

Ma un giorno qualcosa accade e prende vita la terza storia.

Un viaggio in Calabria, con amici e colleghi con cui, all’università di Bologna, da anni studia la mafia.

Perché studiarla l’aiuta a difendersi, senza mai dimenticare!

 

Nella “sua” terra, teatro di tanto antico dolore, forti emozioni si alternano a momenti d’imbarazzo.

Lotta con sé stessa, cercando ancora protezione nel silenzio; Nicoletta non è pronta a raccontare ciò che, in quel pezzo di Calabria, tanti anni fa aveva vissuto come figlia di una vittima della mafia.

 

Quando il viaggio sta per finire, comincia la terza storia.

Arriva il tempo del racconto liberatorio e della condivisione.

Nicoletta ormai sa che nessuno, neanche la feroce ‘ndrangheta, può sceglier per lei.