NICOLA GRATTERI / Il racconto di un percorso

Nicola Gratteri, procuratore antimafia del tribunale di Catanzaro, racconta la lotta alla ‘ndrangheta da un particolare osservatorio, quello di un magistrato che, da oltre 30 anni, vive sotto scorta.

Importante e pericoloso, prezioso e insostituibile il suo lavoro in difesa della legalità e della democrazia, ma non gli basta. Nicola Gratteri fa molto di più. Utilizza le poche giornate di riposo per girare l’Italia e raggiungere migliaia di studenti nelle loro scuole. Vuole informarli che la strada della mafia è lastricata di angoscia e di morte, convincerli che non conviene percorrere quella via, rinunciando alla serenità di una vita regolata dai valori sani della famiglia, non certamente a quelli della cosiddetta “famiglia di sangue” dei mafiosi.

L’uomo Gratteri continua a raccontare quanto sia importante, specialmente in Calabria, nascere in una famiglia onesta e lo sa da sempre.

Ha imparato a sentirsi fortunato, già da quando alle scuole elementari, cresceva con altri non fortunati come lui, bambini con il destino già tracciato dalle scelte sbagliate di padri, nonni o fratelli.

 

Lunga e faticosa la strada del procuratore Gratteri che persiste nell’impegno di contrasto ad un’organizzazione criminale, invasiva, pervasiva e spietata. Una mafia, ormai la più ricca del mondo, che pur avendo ormai ben poco dell’antica ‘ndrangheta rurale, continua a “nutrirsi” di miti e riti, ancora capaci di attrarre tanti giovani.