PAOLO BONACINI / Diritti dei cittadini e (non) diritti della ‘ndrangheta

Dove c’è un processo per ‘ndrangheta vuol dire che lì c’è una violazione dei diritti. Paolo Bonacini, giornalista della Cgil Emilia Romagna e Il FattoQuotidiano.It ha preso la palla al balzo quando proprio il Sindacato ha deciso di fare una scelta di campo, unica nel suo genere, di costituirsi parte civile al maxi processo Aemilia.

Bonacini, da giornalista, ha raccontato tutto ciò che succedeva in Aemilia e da quello è nato un progetto editoriale, dal titolo“Le cento storie di Aemilia”. Il suo lavoro da giornalista per la Cgil è iniziato con l’avvio del maxi processo Aemilia nell’aula bunker del Tribunale di Reggio Emilia. È esperto di criminalità organizzata, e di ‘ndrangheta in particolare ed è curatore, sempre per la Cgil, della rubrica di legalità e contrasto alle mafie “L’Emilia oltre Aemilia”. Sostiene che: «più si mette in condizione la società di comprendere le caratteristiche, le forme, i movimenti, più        degli anticorpi veri, non quelli finti della retorica antimafia. Parlavamo di infiltrazioni ma non ci accorgevamo che stavamo annegando».