ANTONIO NICASO / Ndrangheta: da mafia rurale a mafia globale

Il professore Antonio Nicaso traccia il profilo storico della mafia più ricca e più potente, con un fatturato stimato attorno ai 30-50 miliardi di euro l’anno.

Fino a pochi decenni fa, nessuno poteva immaginare che la ‘ndrangheta sarebbe diventata un’organizzazione che nulla ha più in comune con la mafia rurale dei pastori calabresi. Un lungo cammino quello percorso dall’organizzazione calabrese che comprende da subito il peso “economico e politico” dell’intimidazione e della violenza. Già nel 1869, ancora senza un nome, aveva saputo usare quella violenza per condizionare l’esito delle elezioni amministrative di Reggio Calabria.

 

Negli anni ’80 dell’800, con il nome di “picciotteria” comincia a diffondersi oltre i tradizionali confini della provincia reggina. È il periodo in cui nascono e si “istituzionalizzano” i primi codici della mafia calabrese e che ne legano l’origine a tre cavalieri spagnoli, da cui prende corpo la matrice della sua storia.

 

Oggi diremmo che si è trattato di una “fake news”, utilizzata per presentarsi come “uomini speciali”, rispettosi di importanti valori come l’onore e il rispetto. Non è mai stato vero e non lo è neanche oggi.

 

Violenti, bugiardi e feroci, i mafiosi hanno sempre violato, e violano ancora, le più elementari regole umane e sociali, mentre sfacciatamente continuano a sentirsi e definirsi “uomini di valore”.